lunedì 28 gennaio 2013

COME TRATTARE I NOSTRI PIEDI


I piedi sani sono robusti e agili, forti e veloci, sostengono bene il nostro corpo e gli assicurano l’equilibrio. Quando i nostri piedi stanno bene ci sentiamo più allegri e in forma, la nostra psiche ne risente positivamente. Ecco allora alcuni consigli per assicurare ai nostri piedi benessere e salute.

Calzature idonee
Le scarpe devono essere sempre comode, adatte al piede che le calza, devono sostenere il piede e permetterne un agevole movimento. La misura deve essere giusta sia in lunghezza che in larghezza e il materiale usato deve permettere la traspirazione, si scelgano perciò pelle, cuoio, tela. I tacchi non devono mai essere troppo alti, comunque non oltre i 4-5 centimetri.
Igiene e pulizia
Ogni giorno si deve fare un pediluvio e in caso di piedi stanchi e dolenti si aggiunga all’acqua tiepida una manciata di sale.
Moto e ginnastica
I nostri piedi lavorano molte ore al giorno e alla sera sono spesso stanchi e gonfi. Si consigliano alcuni movimenti, per irrobustirli, da praticare quotidianamente:
-nella posizione seduta intrecciare le dita dei piedi con quelle delle mani, muoverle più volte in avanti e indietro, ruotarle e aprirle a ventaglio;
-camminare a piedi nudi sulla sabbia, sull’erba, sulla ghiaia ma anche sul pavimento di casa;
-nel caso si trascorrano molte ore seduti, è bene interrompere di tanto in tanto la posizione e camminare per qualche minuto sulle punte dei piedi in modo da stimolare la circolazione.
Cura delle unghie
E’ importante dedicare anche alle unghie una cura attenta e costante: si provveda ogni quindici giorni a tagliarle, dopo un pediluvio, diritte e corte. Si raccomanda di non tagliarle agli angoli per evitare la comparsa di un’unghia incarnita o di piccole infezioni.
Massaggio
Si consiglia di praticare ogni giorno, dopo il pediluvio, un massaggio riflessogeno con crema o olio.
I pediluvi
L’uso del pediluvio è facile ed efficace nello stesso momento ed arreca sollievo e benessere ai piedi.
La sua efficacia si riscontra in breve tempo (circa 15-20 minuti) e rappresenta un vero toccasana, semplice ed immediato.
L’azione del pediluvio è essenzialmente defaticante e idratante, ma anche riposante, deodorante e tonificante, secondo le sostanze che vengono aggiunte all’acqua tiepida: oli essenziali, infusi vegetali.
Il pediluvio è utile quando si cammina, dopo aver fatto dello sport, quando si resta troppo tempo in piedi, per eccessiva traspirazione e, cosa importante, si può praticare a scopo preventivo. Il pediluvio non dovrebbe superare i 10 minuti nel soggetto diabetico per evitare un’eccessiva macerazione della pelle.
Piedi con eccesso di traspirazione
Si pratica un pediluvio tiepido al quale si possono aggiungere: un infuso di foglie di noce oppure oli essenziali di timo, rosmarino, eucalipto, salvia, camomilla. Se la traspirazione è eccessiva si può applicare un impacco di argilla bianca e acqua tiepida. Si lascia agire per circa 15-20 minuti, si risciacqua, si asciuga e si lasciano liberi i piedi il più possibile, senza calze e scarpe.
Piedi stanchi
Si pratica un pediluvio con aggiunta di menta o camomilla, oppure si può usare qualche goccia di olio essenziale di lavanda, limone, arancia o bergamotto. Ottimo l’automassaggio con olio di arnica.
Piedi secchi
Si pratica un pediluvio con aggiunta di olio essenziale di lavanda o di rosmarino, si può provare a sciogliere nell’acqua del miele ma soprattutto massaggiare con oli o creme.
Piedi caldi
Si pratica un pediluvio a temperatura ambiente o freddo con aggiunta di succo di limone o di oli essenziali di timo, lavanda o menta.
Piedi freddi
Si pratica un pediluvio con aggiunta di oli essenziali di pino, rosmarino o eucalipto.
Piedi gonfi
Si pratica un pediluvio a temperatura ambiente di acqua e sale della durata di 15-20 minuti, oppure si aggiunge all’acqua il succo di due limoni o un infuso di menta o oli essenziali di salvia, genziana, camomilla o rosmarino.
L’automassaggio
Per mantenere i piedi sani si dovrebbe, oltre che frequentare abitualmente un riflessologo, eseguire, almeno una volta alla settimana, dei movimenti di ginnastica e di automassaggio plantare, in modo da renderli più agili, asciutti e robusti.
Trovare del tempo disponibile per farlo non dovrebbe essere difficile perché queste pratiche possono essere svolte con molta facilità.
Si manterranno così i piedi in forma, agili, si rinforzerà la muscolatura dell’arcata interna e le articolazioni saranno più sciolte.
Si deve anche camminare a piedi nudi sulla sabbia, sull’erba o, più semplicemente, sul pavimento di casa indossando eventualmente dei calzini di cotone o di lana.
Praticando abitualmente questi esercizi e manualità si otterranno ottimi risultati locali (piedi gonfi e dolenti) e riflessi (cattiva circolazione, insonnia, nervosismo).
Per eseguire il massaggio si può usare un olio o una crema.
Si inizia dal piede sinistro con dei movimenti di sfioramento, sia dell’avampiede che della pianta a mani aperte.
Con una mano si afferra il tallone, con l’altra si stirano le dita verso l’alto. Si resta in trazione contando fino a 20 secondi.
Con una mano si afferra il tallone, con l’altra si stirano le dita verso il basso. Si resta in trazione contando fino a 20 secondi.
Sempre tenendo fermo il tallone, si spinge l’avampiede prima verso sinistra poi verso destra. Si resta fermi in ciascuna posizione per 20 secondi.
Si fa ruotare il piede completamente, afferrando la parte posteriore della caviglia, cinque volte, prima verso sinistra poi verso destra.
Massaggiare con il pollice tutti gli spazi interossei fra le dita arrivando fino al centro della giuntura dell’avampiede.
Frizionare con le due mani aperte i lati del piede.
Eseguire degli sfioramenti a mano aperta sotto la pianta.
Esercitare delle pressioni con le dita, alternando la mano sinistra e la mano destra, sotto le dita del piede (zona metatarsale) e poi su tutta la pianta.
Frizionare con il pollice lungo tutta l’arcata interna del piede, dal tallone all’alluce e viceversa (trattamento schiena).
Frizionare con il pollice sotto le dita del piede e massaggiare con l’indice gli spazi infradigitali.
Frizionare ruotando il pollice sotto la pianta del piede, la parte centrale (intestino) e tutta l’area del tallone (glutei e zona riflessa di riproduzione).
Trazione di tutte le dita del piede verso l’alto.
Frizione intorno ai malleoli, interno ed esterno, per 15 volte.
Seguire con le mani il tendine d’Achille e massaggiare i polpacci dividendoli.
Si termina con sfioramenti alternati sia sotto che sopra il piede.
Dopo aver effettuato l’automassaggio, si può completare il lavoro facendo ruotare una pallina, possibilmente di legno, sotto la pianta del piede per riattivare la circolazione sanguigna e rinforzare la muscolatura.

Si può anche tentare di raccogliere qualcosa da terra con le dita del piede invece che con le mani. Ci si assorgerà che, all’occorrenza, mani e piedi si potrebbero scambievolmente sostituire.

http://www.fncm.it/oriente5.html

1 commento:

  1. anche questo post è davvero interessante, grazie :D

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