lunedì 28 gennaio 2013

I PROFUMI DI SINTESI

Prima di procedere all’acquisto di un prodotto cosmetico, è consuetudine comune alla maggior parte di noi dare un giudizio personale di gradevolezza cosmetica valutando sensorialmente sia la presentazione del prodotto, sia la sensazione olfattiva che sprigiona la tal crema o profumo sulla nostra pelle .
Vengo subito alla questione :
Avete mai pensato se quell’odore tanto sensuale , fresco, frutta o verde che richiama fiori o frutti esotici esista nella realtà?
Vi siete mai posti il problema se da un frutto come il Kiwi o il melograno, da un fiore come la Magnolia o il Mughetto o dal fantomatico Muschio bianco si possano ottenere per estrazione, enfluerage o per distillazione essenze tali da poter ottenere il profumo che avete in questo momento addosso?
No! ...per la maggior parte di voi!
Perchè se lo sapeste .....forse qualcuna di voi cambierebbe immediatamente il metro di misura con cui fa gli acquisti normalmente!

Prima però rilassatevi con questa storiella:
Il famoso profumiere Ernest Beaux fu incaricato da M.lle Chanel di preparare dei nuovi profumi per la sua casa di moda. Ella scelse il numero 5 tra due serie di profumi codificati dall’1 al 5 e dal 20 al 24. Quando le fu chiesto quale nome avrebbe dato al profumo , lei rispose “ Presenterò la mia nuova collezione il 5 Maggio, cioè il quinto giorno del quinto mese dell’anno. Chiameremo il profumo n°5 , il numero che esso ha già. Porterà fortuna.”
Mlle Chanel non sbagliava.
Ernest Beaux ebbe l’ispirazione nel 1920 e creò questo profumo durante un viaggio nei paesi del Nord, dove lo colpì in particolare modo la fresca fragranza dei laghi, dei fiumi e della campagna attorno; il risultato fu che egli utilizzò per primo le aldeidi alifatiche come nota dominante e comne lui stesso disse ”non senza difficltà, perchè le prime aldeide sintetizzate che trovai non erano stabili e non venivano prodotte regolarmente”.

Ho voluto citare proprio questo profumo perchè ha rappresentato un cambiamento di tendenza nelle composizioni di note profumate di quel periodo.
Se il profumiere di allora basava la propria esperienza componendo e creando profumi basati solo sui distillati di piante, concrete e assolute di fiori, con Chanel n°5 iniziava una nuova era nel campo delle profumeria alcolica .
Si imponeva la tendenza di creare profumi non più naturali ma basati su fragranze create in laboratorio attraverso processi di sintesi che davano al profumiere la possibilità di spaziare a tutto campo miscelando secondo il proprio gusto nuovi odori frutto di sapienti reazion chimiche ed alchemiche.
Senza questo cambiamento non sarebbero esistiti profumi come L’air du temps dalle note floreali a base di Benzylsalicilato e neanche Diorella con il Methyl dihydro jasmonate e neanche profumi cipriati come Cabochart senza l’isobutyl quinolone!

E le Aldeidi di Chanel n°5 da dove derivano?
Date un’occhiata qui sotto:
Benzene--Styrene--Styrene oxide--Phenylethyalcohol--Phenylethylester
Benzene--Styrene--Styrene oxide--Phenylethan1,2diol--Phenylacetaldehyde
Benzene--Styrene--Styrene oxide--Phenylethan1,2diol--Phenylacetaldehyde acetals
Benzene--Styrene--Styrene oxide--Phenylethan1,2diol--Hydratropic Aldeyde acetals
Benzene----Chlorobenzene---Diphenylether
Benzene----Trichloro methyl benzyl acetate
Benzene----Cumene--Cuminaldehyde--Cyclamen aldehyde
Benzene ---Benzophenone
Benzene----Acetophenone---Styrolyl alcohol--Styrolyl acetate
Benzene----Acetophenone---Phenylmethylglycidate ester” Aldehyde C16”
Sapete anche quanto c’è di essenza naturale in un profumo normalmente ? Meno del 30%, e tutto il resto è chimica, pura chimica organica fatta di composti sintetici
ottenuti a partire dal Benzene come le aldeidi , dal Toluene , dal Naphthalene, dal Cresolo ecc.ecc

E i profumi di Magnolia, il Kiwi, di Fragola e Mughetto e di Muschio bianco tanto per citarne alcune, non crediate che siano naturali! Vi hanno raccontato una balla.
Oggi si fanno in laboratorio.

L'intervento è stato scritto da Porto Pietro il 20 gennaio 2003 sul forum di Zago

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