mercoledì 14 dicembre 2011

ATTIVI: AHA, BHA E PHA IDROSSI-ACIDI

COSA SONO GLI ALFA, BETA E POLI IDROSSI-ACIDI? 

AHA ALFA-IDROSSIACIDI

Gli AHA sono gli alfa-idroissiacidi: Glicolico, Lattico, Malico, Tartarico e Citrico. Il loro nome deriva dal fatto che nella molecola è presente un gruppo alcolico in posizione alfa rispetto alla funzione carbossilica dell'acido. Sono in grado si arrivare fino al derma quindi maggiormente irritanti, dipende da concentrazione e ph.
Oggigiorno gli AHA sono ampiamente utilizzati nei cosmetici con un ottimale profilo di sicurezza. Ad un pH inferiore a 4, con una concentrazione superiore all’8%, prevale l’attività esfoliante che aumenta la luminosità cutanea, riduce le macchie scure e la visibilità delle piccole imperfezioni (rughe, cicatrici dell’acne e smagliature), mentre ad un pH superiore a 4, in concentrazione inferiore all’8%, predomina l’azione idratante che migliora complessivamente l’elasticità cutanea e rende morbida la pelle.
Queste sostanze, naturali o di sintesi, sono particolarmente adatte per i peeling o scrub, vale a dire per quei trattamenti esfolianti che promuovono il rinnovamento dell'epidermide, stimolando allo stesso tempo la produzione di collagene nel derma (cioè favoriscono il rinnovo cellulare e la nascita di un nuovo strato corneo)  e non vengono mai adoperati da soli, ma sempre miscelati ad altre componenti. In questo modo si stimola il rinnovamento cellulare, donando alle pelle un aspetto più uniforme e luminoso. Gli acidi della frutta, in particolare, riescono a sciogliere i legami che uniscono le cellule morte a quelle vive, facilitandone l'allontanamento. Le loro piccolissime dimensioni, inoltre, gli permettono di penetrare in profondità, dove favoriscono la riparazione delle fibre di collagene ed elastina.
 Eccedere con il loro utilizzo, o applicare cosmetici troppo aggressivi, significa causare un anomalo assottigliamento della pelle - che risulta così più fragile ed esposta alle aggressioni esterne - fino a provocare microabrasioni cutanee e la rottura dei capillari. I prodotti commerciali contengono acidi della frutta in concentrazioni normalmente comprese tra il 5 ed il 10%, in modo da essere tollerati un po' da tutti i tipi di pelle e carnagione; in quelli professionali, invece, si può superare il 50%, con valori di pH nettamente inferiori. In ogni caso, è buona regola testare preventivamente il prodotto su una piccola area cutanea, ad esempio nella cavità del gomito o sotto al mento, ricordando che l'attività cheratolitica varia in base al pH e ai princìpi attivi che lo caratterizzano (i beta-idrossiacidi, per esempio, sono più aggressivi degli alfa-idrossiacidi).
Gli acidi della frutta sono particolarmente indicati per pelli grasse, specie se asfittiche, perché consentono al sebo di fuoriuscire dal follicolo in maniera più agevole, evitando così la formazione di foruncoli e comedoni (punti bianchi e neri). A tale scopo si dovranno utilizzare prodotti esfolianti non oleosi e comunque delicati; è risaputo, infatti, che le ghiandole sebacee reagiscono a simili insulti aumentando la produzione di sebo.
Anche le pelli secche possono trarre giovamento dagli acidi della frutta, a condizione, però, che questi vengano applicati su una cute ben idratata (ad esempio dopo la doccia) e che siano abbinati, nel post-trattamento, ad un fluido idro-nutriente oleoso.
In genere, risultati apprezzabili si notano dopo un paio di settimane di uso regolare e quotidiano. Dopo questo periodo si può eseguire un peeling professionale, od estendere il trattamento fino ad un mese, per poi ritornare alle normali creme idratanti abbinate a richiami esfolianti due volte a settimana. Questa frequenza di trattamento, valida in generale per pelli giovani, dev'essere ridotta sopra i 40 anni, perché dopo questa età il ricambio cellulare inizia a rallentare (trattamenti troppo ravvicinati non darebbero alla pelle il tempo necessario per ricostituire le sue difese, rendendola più suscettibile alle aggressioni esterne).
Alle prime applicazioni, i prodotti a base di acidi della frutta possono provocare leggeri rossori, bruciori e pizzichii, ma in genere tali effetti svaniscono in breve tempo; qualora perdurassero oltre o fossero particolarmente intensi, il trattamento va sospeso immediatamente. Ben più aggressivi sono invece i prodotti ad uso esclusivo di estetiste professioniste o di medici specializzati; in questo caso l'arrossamento potrebbe durare fino ad un paio di giorni ed è comunque molto importante evitare di esporsi direttamente al sole nella settimana seguente.
Adatti alle pelli dopo i quarant’anni con problemi di rughe, segni d’espressione e colorito. 
Il consiglio di utilizzare protezioni solari è dovuto al fatto che gli alfa-idrossiacidi rendono la pelle più sensibile al sole e quindi più predisposta alle ustioni. In definitiva se da un lato gli idrossiacidi possono essere considerati ingredienti cosmetici versatili, dall’altro è bene che essi, in particolar modo gli alfa- idrossiacidi, vengano utilizzati con cautela e che quando superano determinate concentrazioni vengano adoperati esclusivamente da personale medico.

ACIDO GLICOLICO 
E’ il più “anziano” e il più conosciuto degli AHA ed è usato già da anni nelle strategie anti-invecchiamento delle case cosmetiche. Si tratta di una sostanza estratta dalla canna da zucchero che si presenta come una molecola microscopica che penetrare con facilità nel tessuto cutaneo. E’ perciò l’ideale per un’azione efficace e permette di veicolare altri principi attivi importantissimi, come le vitamine. 
E’ usato in creme, lozioni e gel con gradi di concentrazione diversi (si va dall’1% al 15%),  sia da solo che in associazione con altri principi attivi, ed esplica un’azione esfoliante e, di conseguenza, un’attività rigenerante (favorisce quindi il distacco delle cellule morte e una più veloce rigenerazione del nuovo tessuto cutaneo). 
E’ indicato per le pelli grasse e miste o acneiche, anti-rughe.
ACIDO LATTICO
L’acido lattico è un acido organico appartenente alla categoria degli alfaidrossiacidi, sostanze in grado di  rompere i legami che si creano tra i cheratinociti, favorendo la desquamazione cutanea, anche fino agli strati più profondi dell’epidermide. Ha proprietà di esfoliante cutaneo, regolatore di pH e condizionante cutaneo.
In qualità di esfoliante cutaneo, viene utilizzato ad una concentrazione massima di 10% nei prodotti cosmetici e ad un pH superiore a 3,5. Può essere impiegato, sotto controllo medico, nei trattamenti topici contro l’invecchiamento, e in tal caso il dosaggio può raggiungere il 30% ed il prodotto finale deve avere un pH superiore a 3.
Dopo l’utilizo di acido lattico si consiglia di non esporsi ai raggi ultravioletti, se non con un’alta protezione, dal momento che aumenta la sensibilità cutanea nei confronti dei raggi solari.
Dopo il trattamento di esfoliazione cutanea si accelera il turnover cellulare e si stimola la sintesi di glucosamminoglicani, con il risultato che la pelle appare più luminosa ed idratata.
ACIDO MALICO
L'acido malico è un alfa-idrossiacido caratteristico della frutta, particolarmente abbondante nella mela. Si presenta sotto forma di polvere di colore bianco solubile in acqua. In associazione ad altri AHA, esplica una buona attività cheratolitica. La sua azione acantolitica diminuisce l'adesione fra corneociti e assottiglia lo strato corneo, facilitando l'eliminazione rapida dei corneociti pigmentati, con un conseguente effetto schiarente e un aumento della luminosità cutanea. Applicato su cute acneica, esercita attività comedolitica, facilitando lo svuotamento di cisti e microcisti.
Viene utilizzato per la formulazione di prodotti schiarenti, antimacchia, nel trattamento di discromie e melasma. E’ impiegato in prodotti anti-acne e antiageing e nel trattamento di pelli impure, asfittiche e ispessite. Può essere utilizzato anche come regolatore di pH. E’ un ingrediente non irritante se utilizzato alle normali concentrazioni d’uso (fino al 10% circa).
ACIDO TARTARICO
L'acido tartarico è un alfa-idrossiacido presente nella frutta ed è particolarmente abbondante nell’uva e nel tamarindo. Chimicamente è un acido dicarbossilico derivato dell’acido succinico. Si presenta sotto forma di polvere di colore bianco solubile in acqua. In associazione ad altri AHA, esplica una buona attività cheratolitica. La sua azione acantolitica diminuisce l'adesione fra corneociti e assottiglia lo strato corneo, facilitando l'eliminazione rapida dei corneociti pigmentati, con un conseguente effetto schiarente e un aumento della luminosità cutanea. Applicato su cute acneica, esercita attività comedolitica, facilitando lo svuotamento di cisti e microcisti.
Viene utilizzato per la formulazione di prodotti schiarenti, antimacchia, nel trattamento di discromie e melasma. E’ impiegato in prodotti anti-acne e antiageing e nel trattamento di pelli impure, asfittiche e ispessite. Può essere utilizzato anche come regolatore di pH. Viene generalmente impiegato a concentrazioni comprese tra 1 e 10%, da solo o in associazione ad altri alfa-idrossiacidi.
ACIDO CITRICO
L’acido citrico è un acido organico tri-carbossilico. Si presenta come una polvere cristallina bianca e si ottiene per estrazione dagli agrumi o per fermentazione di soluzioni zuccherine. La sua struttura con tre funzionalità acide gli conferisce proprietà chelanti, mentre la presenza della funzionalità alcolica in posizione alfa rispetto a quella acida conferisce al’acido citrico proprietà esfolianti e cheratolitiche. Trova impiego anche nel settore alimentare per acidificare cibi e bevande. L’acido citrico è naturalmente presente negli organismi animali e vegetali come metabolita del ciclo dell’acido tricarbossilico.
La percentuale di utilizzo dell’acido citrico è di norma inferiore all’1% e viene aggiunto nella fase acquosa di formulazioni cosmetiche come regolatore di pH. Può essere utilizzato anche come agente esfoliante in combinazione con altri alfa-idrossi acidi. Nelle normali concentrazioni di utilizzo è considerato ingrediente sicuro per l’applicazione topica.


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BHA BETA-IDROSSIACIDI

I betaidrossiacidi sono composti aromatici(ossia composti chimici che contengono uno o piu' anellinella loro struttura) ad alto peso molecolare e altamente insolubili che, insieme agli alfa-idrossiacidi, rappresentano le sostanze maggiormente attive nel rinnovamento cutaneo. Agiscono (esfoliano) solo sui corneociti che si trovano solo sull'epidermide, terminati questi finisce anche l'azione esfoliante/irritante che quindi risulterà abbastanza superficiale. 
Tra i beta-idrossiacidi, quello piu' utilizzato nella dermocosmesi è l’acido salicilico, contenuto in natura nella corteccia del Salice.

ACIDO SALICILICO
Il salicilico è più adatto all'acne papulosa, punti neri e ai pori dilatati proprio perchè ha un'azione cheratolitica, cioè scioglie i tappi di cheratina che solitamente causano i comedoni infiammati, scioglie i depositi anche di cheratina che dilatano i pori (acido in alternativa agli AHA perchè più tollerato).
Sono molto meno utilizzati nei prodotti che si utilizzano “a casa”, sono più difficili da dosare ed utilizzati maggiormente in dermatologia. Sono molecole più grosse rispetto agli alfa idrossiacidi e agiscono più in superficie.
L'Acido Salicilico e' un beta-idrossiacido poco solubile in acqua, maggiormente solubile in alcool ed ha molecole più grandi degli AHA, ma con una costante di acidita' adeguata per ottenere ottimi risultati nei trattamenti dermici. Questo acido infatti agisce come un potente cheratolitico, determinando un rapido assottigliamento dello strato corneo (lo strato piu' superficiale dell'epidermide), che risulta superiore a qualsiasi altro agente.
Applicato sulla pelle, l'acido salicilico agisce come potente cheratolitico: in altri termini, la molecola è in grado di spezzare selettivamente la catena proteica della cheratina, abbondantemente presente nei corneociti. Non esercitando alcun effetto sulle altre proteine, l'acido salicilico è in grado di esfoliare e distruggere solamente le cellule dello strato corneo: per questa ragione, la molecola è ben tollerata dalle cellule sottostanti, chiaramente prive di ogni traccia di cheratina. L'Acido Salicilico dunque, eliminando il tappo cheratinico che ostruisce il comedone (poro infiammato e dilatato), lo libera dal contenuto sebaceo creando un ambiente sfavorevole per la crescita batterica e riducendo cosi' la possibilita' di formazione della lesione acneica.
L'utilizzo costante dell'Acido Salicilico e' consigliato anche per il trattamento delle iperpigmentazioni melaniche e per il photoaging di grado lieve (invecchiamento cutaneo dovuto all'effetto nocivo dei raggi solari dannosi). Infatti l'azione desquamante e l'aumento del turnover cellulare epidermico portano ad una maggiore lucentezza e levigatezza cutanea e all'attenuazione delle piccole rugosita'. Durante l'invecchiamento della pelle le cellule corneificate tendono a rimanere ben aderenti l'una all'altra e ricoprono in questo modo l'epidermide che appare spenta. Solo grazie alla rimozione di questo strato corneificato compatto si facilita la rigenerazione degli strati cellulari sottostanti e la pelle appare subito levigata e sana.

PERCENTUALI D’UTILIZZO
In cosmesi è utilizzato ad una concentrazione variabile dallo 0.5% al 2% (in quantità tanto maggiore quanto più basso è il pH del cosmetico utilizzato).
Allo 0.5% e non oltre può essere utilizzato come conservante. Garantisce una protezione di due mesi circa.
L'acido salicilico è insolubile in acqua e solubile in alcool ed olio. Si inserisce quindi nella fase grassa o in fase C sciolto in pochi grammi di grammi di alcool a 95°.

Come per altri esfolianti-cheratolitici, tale azione è tanto maggiore quanto più basso è il ph della preparazione. Più il ph è acido, più l’effetto esfoliante è evidente.
Se il ph si avvicina alla neutralità l’azione esfoliante si perdem nelle pratiche cosmetologiche è bene tuttavia non scendere mai sotto a ph 3.5.

Concentrazioni più alte del 3% sono da considerasi applicabili solo in ambito ambulatoriale:
- Come cheratolitico al 2,5-10% in crema da applicare ogni 3-5 giorni;
- al 2% in schiuma da applicare 1-2 volte al giorno; al 5-6% in gel da applicare una volta al giorno ;
- all’1-8% in lozione;
- al 3-10% in unguento;
- al 2-4% in shampoo da utilizzare 1-2 volte alla settimana
- al 3-5% in saponi.

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PHA POLI IDROSSI-ACIDI

Dopo 30 anni di impiego degli AHA in cosmesi, è stata introdotta una nuova generazione di
idrossiacidi rappresentata dai poli-idrossiacidi (PHAs) i cui principali rappresentanti sono il
Gluconolattone (INCI: Gluconolactone) e l’acido Lactobionico (INCI: Lactobionic Acid).
I PHA o poliidrossiacidi hanno degli effetti analoghi agli AHA, però non possiedono caratteristiche irritanti. In entrambe le molecole sono presenti diverse funzionalità ossidirliche. Il vantaggio dei PHA è che sono meno irritanti rispetto agli AHA, perché sviluppano i loro effetti più lentamente. 
GLUCONOLATTONE
Sostanza attiva presente nella pelle, fondamentale nei processi di rinnovamento cellulare. I cheratinociti sintetizzano e naturalmente convertono l'acido gluconico e il gluconolattone a Ribosio e Desossiribosio, rispettivamente basi fondamentali dell'RNA e del DNA. Oltre a svolgere un'azione idratante, il Gluconolattone è un anti-ossidante naturale, in grado di contrastare e prevenire i danni ossidativi responsabili dell'invecchiamento cutaneo. 
- Ha una forte capacità idratante - Modula il processo di cheratinizzazione - Rivitalizza il turnover cellulare - È un antiossidante naturale contro i radicali liberi - Migliora la funzione barriera, specialmente nelle pelli sensibili - Migliora la trama e la tessitura cutanea - Protegge dal foto-invecchiameto. 
I Poli-Idrossiacidi spaccano i legami dei corneodesmosomi favorendo il corretto ricambio cellulare. Inoltre bloccano i radicali liberi dell'Ossigeno (funzione anti-radicalica). 
In piu' il gluconolattone possiede un'attivita' antiossidante naturale , assente negli AHA, che migliora la funzione di barriera cutanea e contrasta e previene i danni ossidativi. A una concentrazione fra il 4 e l'8% si assiste a un miglioramento nel fotodanneggiamento e in particolare a una riduzione delle rughe, delle discromie cutanee e dei pori con un aumento del tono cutaneo.
ACIDO LACTOBIONICO
Oggi si parla di Poli-idrossiacidi complessi il cui capostipite e' l'acido lattobionico, importante molecola appartenente alla nuova generazione di alfa-idrossiacidi detti poli-idrossiaci di formula chimica C12H22012, noto chimicamente con il nome Acido Aldonico polisaccaridico, costituito da un poli-idrossiacido, l'acido gluconico che nelle cellule e' presente come forma acida del gluconolattone, e uno zucchero, il galattosio, componente naturale dei glucosaminoglicani che costituiscono la sostanza fondamentale del derma. 
Questa molecola, ottimo chelante del ferro, ha una potentissima azione antiossidante tanto che da anni e' usata come costituente principale dei fluidi in cui si conservano gli organi da trapiantare, ma possiede soprattutto un forte potere igroscopico per la presenza di ben 8 gruppi ossidrilici. Ha inoltre una notevole attivita' riparativa cicatrizzante, propria del galattosio nella sintesi e aggregazione del collagene e nei fenomeni di migrazione cellulare,  e contenendo al suo interno una molecola di poli-idrossiacido favorisce l'esfoliazione e il rinnovamento cellulare, modulando il processo di cheratinizzazione. I risultati sperimentali indicano che l'applicazione topica dell'acido lattobionico aumenta il turgore utaneo e corregge i segni istologici dell'invecchiamento cutaneo con profili di tollerabilita' e di irritazione sovrapponibili a quelli della soluzione fisiologica. (Susan Sauer) 
L’acido Lactobionico ha notevoli proprietà antiossidanti, ha una spiccata proprietà idratante cutanea. Ottimo idratante, cicatrizzante, schiarente.
Solubile in acqua e liberamente solubile in acqua bollente e non subisce danni con le alte temperature. 
L’acido Lactobionico può essere considerato un ingrediente cosmetico ad elevata compatibilità cutanea.
Per la scarsa tossicità, mostrata anche per impiego orale in medicina, è una sostanza di grande interesse in ambito cosmetico per le varie funzionalità: antiage, antiossidante, schiarente, idratante, oltre che per la delicatezza nelle pelli più sensibili.
Il risultato clinico ha evidenziato che l’acido Lactobionico per l’impiego topico, ha un miglior profilo di tollerabilità cutanea rispetto all’acido Glicolico. In entrambi i casi la formulazione in emulsione si è mostrata maggiormente tollerata della corrispondente in gel.
L’acido Lactobionico è compatibile con le pelli soggette ad acne rosacea e dermatite atopica e può essere applicato immediatamente, come trattamento complementare per implementare i benefici antiage, subito dopo la dermoabrasione e il trattamento laser non ablativo (Vantaggi dell’acido Lactobionico rispetto agli AHAs a parità di concentrazione e pH).
L’acido Lactobionico può essere considerato per l’uso in preparazioni cosmetiche per pelli invecchiate, con rughe e prive di tono.
Le concentrazioni consigliate di impiego in cosmesi sono dal 2 al 10%, con un pH finale del prodotto cosmetico compreso tra 3.8 e 5.5.

ATTENZIONE:
Per gli alchimisti alle prime armi: non si devo usare gli acidi con leggerezza: se non si dispone di cartine al tornasole e soda caustica  non si scende MAI sotto pH 3.5, meglio fare 4.

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